![]() Fondato nel 1995
VITA E STORIA DI
UN RADIOAMATORE A
FERRARA
CULLA DEL RADIANTISMO ITALIANO
Mi chiamo Franco Moretti e sono nato a Ferrara il 30/08/1920. Professione
attuale Radioamatore. Dopo una vita di lavoro vorrei descrivere il
mio primo incontro con la radio e il suo mondo, che mi ha accompagnato
dalla giovinezza alla vecchiaia.
Dei primi anni della mia vita ricordo poco, ma un episodio mi è rimasto impresso. Avevo cinque o sei anni, non ricordo bene, e frequentavo le scuole elementari della mia città in via Bersaglieri del Po. Una mattina, durante la lezione, entrarono in classe alcune signore con grandi scatoloni e ci chiamarono, uno alla volta, dietro la lavagna. Ci misero un paio di pantaloncini grigio verde e una camicetta poi alla fine la signora maestra rivolta a tutti noi disse: Ora siete “figli della lupa”. La mia giovinezza trascorse nella più completa normalità, con le piccole manie di tutti i ragazzi della mia generazione. Raccolta di francobolli, di pietruzze varie, trenino elettrico e cosi via. A 14 anni, frequentando gli amici più intimi, visitai per la prima volta la casa di Werter Cordiani (che poi diventò I1CC) e rimasi affascinato dal lavoro del padre. Era un dipendente della società di distribuzione della energia elettrica nella nostra città e costruiva apparati radio riceventi per conto della sua Società, che poi venivano distribuiti ai soci della stessa. Era l'anno 1934 e gli apparati erano costruiti su di una tavoletta di legno con gl zoccoli per le valvole e gli altri componenti, avvitati sulla base. Gli zoccoli avevano, per ogni elettrodo, un morsetto a vite nel quale veniva poi inserito il conduttore in rame nudo, di sezione quadrata. Tutto il montaggio veniva eseguito modellando i conduttori con apposita pinzetta per creare ad ogni capo del filo un anello da infilare poi nel morsetto degli zoccoli. Anche i condensatori, le resistenze e gli altri componenti avevano morsetti a vite per fissarli ai vari conduttori. Chiesi al papà di Werter se potevo, dopo la scuola, frequentare la casa e collaborare montaggio degli apparati. Fui accontentato e quello fu il mio incontro con la radio: In seguito potei assistere agli esperimenti di ricezione TV con disco di Nipkow con un sistema che il papà di Werter ne aveva costruito l'apparato. Era, per chi non ricorda, un sistema che usava il disco in oggetto formato da una serie di fori con sequenza elicoidale e che veniva posto di fronte ad una lampada al neon alimentata dal segnale proveniente da un ricevitore ad onde lunghe. La stazione, che ricordo, era radio Londra. Mi dicevano di guardare la finestrella di sezione quadrata, e di alcuni centimetri per lato, per vedere le immagini trasmesse da un teatro. In realtà, quella che si chiamava immagine, era una sorta di visione sfocata e prima di dettaglio. Però il papà di Werter ne era entusiasta. Dopo alcuni mesi cominciammo a costruire una “radio trasmittente”. Quello fu un gran giorno. Ne montammo due una per casa Cordiani e una per me. Finita la costruzione e dopo avere fatto il… collaudo!!, portai a casa il mio primo trasmettitore. La mia prima
antenna era composta da un filo teso nel mio terrazzo che era
situato al terzo piano della mia abitazione. |